Lillie Charlotte
Story Concept: LAREINE
Scritta da: Fuzuki Watanabe
(Dal Book del minialbum “Lillie Charlotte”)
Translated by Racchan
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I bordi del cielo cominciarono a tingersi di una luminosa sfumatura di rosso. Col passare dei minuti, il crepuscolo si avvicinava. Era questo ciò che aveva iniziato a preoccupare la ragazza che camminava sola lungo un sentiero continuo attraverso il cuore della foresta.
Il suo nome era Lillie Charlotte. Lei aveva abbandonato l’innocente periodo dell’infanzia qualche anno prima, ed era nella delicata età in cui aveva mosso i primi passi per diventare una donna. La sua non era una bellezza tipica, ma i suoi lunghi capelli erano perfettamente lisci, come l’incredibilmente sottile linea delle sua schiena, e se doveva essere descritta con una sola parola, questa sarebbe stata “graziosa”. Ad ogni modo, nei suoi grandi occhi verde smeraldo, era come se vi regnasse sempre l’oscurità.
Comunque, la ragione per cui Lillie attraversava la foresta non era dovuta a questa “irrequietezza”. Nascosto nel suo cuore c’era un sentimento importante, ed era proprio per restarvi eternamente aggrappata che sei proseguiva.
Nel cuore della foresta c’era un posto speciale… un “Lago della Reminiscenza”, e solo a quei prescelti era permesso di accedervi. Era lì che si stava dirigendo.
Naturalmente il viaggio solitario di Lillie aveva avuto una ragione per cominciare. Era per disperazione e possibilmente mancanza di speranza, che lei are giunta a quel punto, ma ora ancora una volta lei portava in sé un’immensa speranza.
L’inizio di tutto questo fu un’infatuazione. Apriremo il sipario di questa storia, dal punto in cui Lillie provò dei sentimenti per un certo giovane uomo…
Il nome di quest’uomo era Jérémie florence de Jarger. Aveva capelli biondi e ondulati che portava sciolti fino alla vita, e i suoi occhi assomigliavano al colore degli zaffiri – era questo aspetto bello ed elegante che attirava l’attenzione degli altri. Il cuore di Lillie ne fu catturato dal primo sguardo – essere incantata da quest’uomo era assolutamente naturale.
Se lui fosse stato stregato da Lillie, allora immagino che questa storia sarebbe rientrata in una di quelle tipiche storie d’amore. Comunque, la donna che Jérémie aveva negli occhi non era affatto Lillie.
Anche in questo caso, se solo Lillie avesse avuto il coraggio di confessargli i suoi sentimenti, saremmo stati deliziati da un diverso corso degli eventi.
Ma per come stavano le cose, lei non aveva nessun desiderio di rivelargli i suoi sentimenti. A lei bastava guardarlo, ma allo stesso tempo pregava perché Jérémie la notasse.
Se le cose stavano così, perché allora Lillie ha smesso di guardare Jérémie e ha deciso di intraprendere questo viaggio? La risposta giace nell’anima pura di Lillie.
La sua infatuazione era mutata prima del previsto in amore. Di conseguenza, lei voleva evitare che le sue emozioni, che stavano diventando sempre più forti, fossero rovinate dalla gelosia. Osservare Jérémie soggiogato da qualcuno che non fosse lei era come provare a inghiottire una cialda di felicità con agonia e dolore in mezzo.
Era solo questione di tempo prima che la cialda si sciogliesse e l’agonia imbevesse il suo cuore.
Quel dolore in piccole quantità poteva essere una buona cosa, ma se accumulato e ignorato, senza alcun modo di liberarsene, aumenta in fretta e nasce la gelosia. La gelosia distorce la mente, e sporca un amore che dovrebbe essere puro. Per Lillie, sarebbe stato insostenibile. Lei decise che per tenersi questo amore, piuttosto che continuare semplicemente a fissare Jérémie lei avrebbe protetto i sentimenti che provava per lui.
Questa risoluzione divenne il punto di svolta nel modo di vivere di Lillie. Finora nella sua vita non le era stata mostrata pietà; sin dalla tenera età – comunque tu scelga di dirlo – la sua vita era stata piena di sventure. Dolore e sofferenza e tristezza erano tutti collegati; parole come “fato” o “destino” erano infinitamente legate al suo cuore. Anche se continuava ad aggrapparsi ai sogni, non faceva nulla per farli diventare realtà; lei semplicemente si lasciava condurre dalla corrente. Pensava che non sarebbe stata libera da questo fino alla morte.
Ad ogni modo, incontrare Jérémie portò un cambiamento in Lillie. Amando Jérémie lei divenne un po’ più forte, acquisendo il potere di fronteggiare ciò che aveva nel proprio cuore. Liberarsi dal sentimento di voler essere accanto a Jérémie era doloroso, ma lo fece. L’amore che rimase riempì il cuore di Lillie con l’energia per percorrere questo sentiero sconosciuto.
Oggi lei non aveva nulla da perdere. Per proteggere un amore per lei più prezioso di ogni altra cosa, in un luogo che lei ha agognato fin dalla sua infanzia, lei sentiva di poter abbattere qualsiasi barriera.
Dimenticò l’ansia e la fatica, e come se volesse aiutarla ulteriormente, la fitta foresta scacciò nei cieli il crepuscolo che si avvicinava. Io immagino che presto, e dopo tanti sforzi, Lillie fu in grado di raggiungere la sua destinazione…
… il luogo in cui solo a quei prescelti era permesso di accedervi – il Lago della Reminiscenza.
Questo giovane uomo che Lillie amava, Jérémie, era certamente innamorato di un’altra donna. Comunque, questi sentimenti erano solo unilaterali.
Nonostante questo, lui non sprofondò nella disperazione, perché era sostenuto da una certa persona. Quella persona era Lillie, l’unica che avesse guardato Jérémie con i suoi dolci sguardi.
Solo che lui fu un po’ lento a capirlo. Quando comprese quel che Lillie provava per lui, era già troppo tardi – Lillie era svanita dalla sua vista. E questo è come reciprocamente hanno portato il peso della delusione e disperazione su loro stessi.
Il casuale incontro di Jérémie e Lillie fu un crudele atto del fato. Comunque, Jérémie non aveva intenzione di lasciarsi intrappolare da esso. Istintivamente lui si mise alla ricerca di Lillie. Non aveva alcun indizio. Ciò in cui confidava era il suo sesto senso, che avvertiva il movimento di forti emozioni, e il vento, che trasportava il profumo di Lillie…. In altre parole, lui seguiva ogni traccia di lei.
- “Perché non lo avevo capito?” mormorò. Jérémie sembrava come se fosse lacerato dal rimpianto.
Come Lillie starebbe vedendo se stessa adesso…? Perché non è riuscita a essere onesta riguardo a quel che provava? Non era perché lei era stata con Jérémie per un tempo così breve che lui non se n’era accorto. A dispetto di questo, perché lei era sembrata così poco scossa da tutto questo…?
Un sentimento d’irritazione si avvolse intorno al suo cuore, e sembrava come se lui piangesse. Se non si sbrigava, rischiava di mancare l’incontro con lei per la seconda volta. Se la direzione del vento cambiava, il profumo di Lillie e ogni traccia di lei sarebbero stati portati via. Doveva sbrigarsi!
Più agognava Lillie, più le sue tracce diventavano confuse. L’immagine che Jérémie aveva di lei, fugace e sorridente, si trasformava in quella di qualcuno che non sopporta di stare da solo.
- “Lillie….. Lillie Charlotte!”
Con l’aiuto del “Messaggero delle Emozioni”, il grido amaro di Jérémie sfidò la direzione del vento, e attraversò la distanza tra i due prima di raggiungere Lillie.
Lillie, comunque, semplicemente pensò che era solo la sua immaginazione. E poiché ne era convinta, continuò a camminare.
Anche Lillie doveva sbrigarsi. Stava andando abbastanza piano, anche se il crepuscolo stava chiaramente facendo il suo ingresso. Una volta che il sole fu completamente tramontato sugli enormi alberi sepolti nel mezzo di quella foresta, le possibilità per lei di perdere la sua strada divennero sempre maggiori.
Lillie sentì qualcosa, e rimase paralizzata. Anche in circostanze normali quest’ora del giorno aveva un qualcosa di strano. In qualsiasi momento, degli incontri non sarebbero stati inconsueti – era possibile che potesse essere attaccata da una belva assetata di sangue.
Proprio mentre queste idee le stavano facendo tremare le membra, esso apparve.
- “Tu sei Lillie?”
Parlò con una voce diversa da ogni altra che lei avesse udito prima. Senza pensarci, fece un passo indietro.
- “Allora, sei tu Lillie Charlotte?”
Proprio davanti a lei c’era il possessore di quella voce, né umano né animale selvaggio. Aveva cose che erano come ali e una coda che schioccava, ma era diverso da qualsiasi animale che Lillie conoscesse. Il fatto che la voce che domandava fosse udita nella sua mente piuttosto che nelle sue orecchie era anche questo inusuale.
Col passare del tempo, Lillie fu sollevata dal fatto che lui non avesse mostrato le zanne o gli artigli, così rispose.
- “Si. Sono io, ma…”
- “Ok. Beh, cerchiamo di avere delle risposte. Cosa ha più valore; amore o sogni?”
Questa domanda strana e improvvisa fece sentire Lillie ancora più persa.
- “Aspetta, cosa sei tu? Tu appari all’improvviso, senza neanche dirmi il tuo nome… è incredibilmente maleducato!”
- “La maleducata sei tu. Solo… cosa esattamente pensi di stare cercando?”
Lillie non aveva ricordo di star cercando affatto questa creatura ma intelligentemente comprese che essa stava provando ad appurare qualcosa su di lei. Poiché questo era il dovere della fata che l’avrebbe condotta al Lago della Reminiscenza.
Lei non aveva il tempo di discutere con essa. Lillie rispose in fretta.
- “L’amore è un sogno, e i sogni sono amore. Entrambi sono fugaci, come le nostre menti e i nostri corpi, ma averne solo uno, non ha affatto senso.”
Lei la pensava davvero così…
- “Bene allora, tu stai facendo cose senza senso. Intendi vivere con solo la tua mente e l’amore? E i tuoi sogni? E cosa accadrà al tuo corpo?”
Le parole che la fata aveva lasciato la pugnalarono dritta al cuore. Lei ricordava molte volte di esser stata criticata per quel che credeva, ma la sua risoluzione era ferma. Ora mentre camminava lei pensava a questo, e quando tutto iniziò a preoccuparla dovette fermarsi, e ancora questi “nuovi pensieri”, che potevano essere pensati come realtà o una spiegazione per essi doveva essere trovata, ancora una volta lei dovette riprendere a camminare, Lillie ripeteva questa serie di azioni ancora e ancora.
Questo spirito-guida che aveva separato Lillie dalle sue origini andò in cerca di un altro. Questo spirito sembrava essere orgoglioso della velocità con la quale lavorava, poiché poi in breve tempo si diresse verso la seconda persona che aveva individuato, e scese con gran vigore.
- “Ehi, tu sei Jérémie?”
Il giovane uomo che aveva indietreggiato allo stesso modo di Lillie, naturalmente era Jérèmie. Lui era all’entrata della foresta, che aveva preso il colore rosso acceso del cielo al crepuscolo.
- “Allora, stavi ascoltando quando ho chiesto se tu eri Jérémie florence de Jarger?”
- “……..”
Jérèmie non aprì bocca. Non perché fosse spaventato o perso. Lui protestava alle maniere rudi della creatura, ma per proprio esperimento lui rispose nel suo cuore.
Anche solo così, lo spirito annuì. “Ok”. Poteva leggere nella sua mente. Jérèmie con riuscì a celare il suo sgomento al risultato dell’esperimento.
Lo spirito vide questo chiaramente e rise, “Huhu!”; poi alzò la coda e fece una domanda a Jérèmie.
- “Bene allora, rispondi a questo. Tra felicità e tristezza, quale delle due non è necessaria?”
Jérèmie esalò un respiro e guardò in alto verso il cielo. Esso era tinto di blu, e i bianchi punti di poche stelle erano apparsi.
- “Le persone che provano felicità sono persone che conoscono la tristezza. Le persone che provano tristezza sono quelle che conoscono la felicità. Anche nei momenti in cui hai speranza, e la disperazione sembra poco attraente, entrambe sono essenziali; non puoi paragonare le due.”
Questa volta quando lui parlò e rispose chiaramente alla domanda, lo spirito inarcò un sopracciglio, scioccato, ma ancora rise a lui sarcasticamente.
- “Hmm. Beh, tu sembri conoscere e aver bisogno di entrambe, quindi questo significa che esse sono preziose per te?”
- “… cosa?”
Sicuramente per Jérémie, che era adesso nel vortice della tristezza, ottenere questa felicità che avrebbe scacciato via la tristezza era “preziosa” per lui, ma prima di questo, incontrare ancora Lillie sarebbe stata la sola cosa importante. Lui non aveva mai pensato prima a che tipo di cose fossero la vera “felicità”, e la “tristezza”, né se lui le conoscesse davvero. Riguardo alla tristezza, lui ne era gravato da un peso tollerabile, ma era dubbioso se ci fosse felicità celata in questa tristezza. Una felicità che avrebbe accresciuto il suo cuore e abbagliato i suoi occhi era un qualcosa che lui avrebbe una volta assaporato.
Jérémie si sentì soffocare. Anche se era amareggiato dalla natura cinica del fato, l’angoscia e l’impazienza che lui provava dopo che Lillie era sparita non erano due cose che potessero essere paragonate. Ogni singolo e più profondo sentimento di Jérèmie si rivolse a Lillie. Felicità e tristezza, la rabbia verso se stesso – nata dal rimpianto, odio; ogni cosa si collegò e intrecciò con questo unico essere, Lillie.
Solo una singola figura – una ragazza, aveva fatto si che Jérémie realizzasse così tanto….
- “Bene, prenditi il tempo che ti occorre per preoccuparti del percorso da prendere, va bene? Ci vuole ancora un po’ prima di raggiungere il tuo obiettivo.”
E con questo, lo spirito-guida si voltò, spalancò le ali, e volò via in direzione della foresta. Quando Jérèmie guardò ancora, un altro spirito stava volando nei paraggi, quest’altro con capelli e vestiti di un colore diverso rispetto a quelli della creatura che gli aveva appena parlato.
Jérèmie aveva pensato di avere un’allucinazione semplicemente vedendo uno spirito, ma ora l’aver visto due veri spiriti lo stava mandando in confusione.
Vedere questo bizzarro spettacolo provocò in Jérèmie uno strano senso di nostalgia mentre entrava nella foresta. Solo la fragranza di Lillie permaneva ancora. Questo non era solo grazie alla direzione del vento, ma anche al “Messaggero delle Emozioni”, che aveva fatto sì che il grido di Jérèmie raggiungesse Lillie.
Quando lui guardò in alto verso il cielo, il numero di stelle era aumentato da quando aveva parlato allo spirito, e il loro brillare era adesso visibile. Era come se lo scintillio delle stelle lo stesse spingendo avanti, così Jérèmie continuò a calcare il sentiero buio.
D’altra parte, Lillie, sullo stesso sentiero lungo il quale Jérèmie si stava affrettando, si era fermata.
- “…. Niente. Il Lago della Reminiscenza non è qui?”
Nessuno rispose alla sua domanda.
- “Beh, io non lo so… cos’era quello in cui credevo quando sono venuta qui? Cosa mai dovrei fare adesso? Io non lo so……”
Mentre le lacrime sgorgavano, Lillie sentì che la sua forza la stava lasciando. La sua risoluzione, sulla quale aveva rischiato ogni cosa, e i problemi in questa battaglia che l’avevano afflitta senza posa; tutto divenne privo di significato. Mentre le lacrime continuavano a scorrere e le scendevano giù per il viso, da sopra la sua testa una voce che echeggiava flebilmente venne giù su di lei.
- “Non c’è nulla per te di cui tu debba turbarti. Ricomponiti, e prendi coscienza dei tuoi sentimenti.”
Le esatte origini della storia del Lago della Reminiscenza sono sconosciute. Dicendo “il cuore di una foresta”, non è chiaro né indica il luogo esatto, o anche se il lago esiste davvero. Non ci sono testimonianze storiche della sua esistenza; esso compariva solo come una leggenda passata oralmente.
Ad ogni modo, a prescindere da dove si parli di esso, questo lago, che giace in un incommensurabilmente lungo spazio di tempo, con la sua eterna immutabile bellezza, continua ad esistere; continua ad emettere la sua aura sublime.
La sua magnificenza era qualcosa al di là dell’immaginazione; non c’erano parole che potessero adeguatamente descriverlo.
Jérèmie aveva vagamente sentito queste cose. Comunque, Lillie – che dall’infanzia aveva sentito una storia molto più dettagliata, e che aveva continuato a sognare il giorno in cui lei avrebbe potuto visitarlo – le fantasie di Lillie seguivano uno dopo l’altro.
Grazie agli alberi torreggianti che lo circondavano, il Lago della Reminiscenza era protetto. I fiori che sbocciavano orgogliosamente, costeggiando il lago e avvolgendolo di un dolce profumo, erano segno che il lago fosse di certo puro. Le foglie di un verde scuro degli alberi vi si riflettevano; e sotto la superficie di scintillante smeraldo del lago, le acque eternamente serene possedevano i misteri della vita. Comunque, incuranti delle persone che vi si sporgevano per guardare in esso, il fondo del lago non si sarebbe mai mostrato ad occhi umani.
Si diceva che il lago fosse un luogo sacro lasciato dagli dei; che era una metropoli sommersa da tempi antichi; che contenesse un giardino fiorito eternamente addormentato; comunque, non c’era nessuno che lo sapesse con certezza.
La luce del sole e della luna brillavano reciprocamente dai cieli, e anche se non c’era vento l’aria si stava muovendo; e poteva essere udita – una voce, come musica…..
Era questa scena che aprì davvero gli occhi a Lillie. Prese un respiro, e dentro di lei, anche il suo spirito stava respirando.
Lillie avanzò in punta di piedi, e contemporaneamente gli alberi, i fiori, e la superficie del lago erano tutti in tumulto.
Lillie, con un velo di seta di un bianco puro che la copriva, doveva essere sembrata quasi come un angelo. Le varie creature intorno al Lago della Reminiscenza apparivano irrequiete, ma in un modo in cui sembravano agitarsi in avanti e dare il loro saluto.
- “Benvenuta. Hai percosso una lunga strada.”
La voce che chiamava Lillie sembrava appartenere al lago stesso.
- “Secondo le storie, a questo luogo possono accedere solo i pochi prescelti; comunque, non sta a noi scegliere chi entra – le persone stesse decidono. Forse è dovuto al fatto di dover chiedere qualcosa al lago; e per il fatto che alcune persone nutrono certe emozioni che diventano una chiave per entrare, esse vengono scelte. Perché, vedi, questa è la differenza tra coloro che raggiungono questo posto e coloro che non lo raggiungono.”
Quando questi rimasero immobili, Lillie iniziò a capire.
- “I miei sentimenti sono diventati la chiave?”
- “Si. Ad ogni modo, dentro di te giace già un’altra chiave. Poiché sei giunta qui, e ora guarderai nel lago.”
Lillie fece come le era stato detto, e iniziò a camminare timidamente verso il lago. Mentre lo fece, una colonna di luce apparve; era dello stesso colore smeraldo dei suoi occhi, e così brillante che era impossibile guardare direttamente ad essa.
- “Cos’è questo…?”
Guardando più da vicino, una scala a spirale si allungò dall’estremità del lago fino al centro della colonna, prima di estendersi verso il basso.
- “Ora vai. Per il bene dell’aver realizzato i tuoi sentimenti!”
Al contrario dell’esitazione che lei sentiva, i piedi di Lillie erano attratti verso di essa, e il suo corpo ne era risucchiato. Lillie procedette cautamente giù per le scale, trasparenti come vetro lavorato, un gradino alla volta.
All’improvviso, da dietro le giunse il rumore di qualcosa che sbatteva, come di ali.
- “Oh, così alla fine è arrivato dopo tutto!”
Chi aveva detto queste parole non era altri che lo spirito-guida. Lillie si voltò. Le porte del Lago della Reminiscenza, apparse nella scena, erano distorte e curve, come un’immagine vista in sogno.
- “Jérémie!”
Vedendo il suo amato, ogni emozione nel cuore di Lillie emerse violentemente. Amore, felicità, tristezza, paura… il suo cuore batteva violentemente.
- “Lillie? Lillie, dove sei?!”
Jérémie non riusciva a vederla. Tutto ciò in cui si imbatterono i suoi occhi fu qualcosa che somigliava ad un cigno. O forse era una fata dei gigli bianchi.
No. Era Lillie. Lillie galleggiava nel lago. Quando realizzò questo, Lillie aveva la schiena rivolta verso di lui, e aveva gia cominciato a discendere le scale. Jérémie corse verso di lei a gran velocità. Sentendo i suoi passi che risuonavano, Lillie gridò.
- “Non avvicinarti oltre! Va via! Se vedrò il tuo viso adesso, io… io…..”
Jérémie non aveva tempo per ascoltare le sue parole. Né quelle fragili scale lo preoccupavano. Se non poteva tenerla stretta tra le braccia, allora in qualche modo lui l’avrebbe inseguita, in qualche modo l’avrebbe raggiunta. Quel bisogno lo accese.
- “Lillie, aspetta! Ho bisogno di te! Ti prego, dammi solo un’altra opportunità… solo un’altra ancora…”
In quel momento, Jérémie arrivò a toccare Lillie con la punta delle dita.
- “Non avvicinarti oltre!!”
Lillie, sorda al grido di Jérémie, barcollò in avanti. Tremando, perse l’equilibrio sulle scale. Forse perse coscienza per lo shock; il suo corpo immobile sprofondò dritto verso il fondo del lago. Le spalle del suo abito di seta scivolarono via per metà, rivelando una grande cicatrice che sembrava fuori luogo su di lei.
I suoi lunghi, bellissimi capelli si estendevano dietro di lei come la coda di una cometa.
Quando Lillie fu liberata, scendendo lentamente, anche Jérémie abbandonò la scala.
Jérémie fu il primo a svegliarsi. Entrambi giacevano silenziosamente sul fondo del lago. Lui si alzò a sedere e diede un’occhiata a ciò che lo circondava; su un lato, fiori sbocciavano in profusione, in una miriade di colori.
Lillie, in stato d’incoscienza, giaceva sepolta dai fiori; sembrava come se fosse addormentata, o come se non respirasse. Jérémie si avvicinò lentamente a lei, e pose l’orecchio sul suo cuore. Si imbatté nel dolce suono del suo battito.
- “…grazie a dio…”
Sospirò sollevato, e dopo aver osservato attentamente il suo viso, allungò la mano verso i capelli di Lillie.
Mentre la accarezzava gentilmente, Lillie aprì gli occhi.
- “Mi dispiace, io….”
Jérémie sigillò le sue pallide labbra con un dito.
- “Non sei tu a doverti scusare. Non c’è altro da dire; solo guarda nei miei occhi.”
Questa era forse la prima volta che i due si erano guardati con tale calore tra loro. Jérémie improvvisamente realizzò che questa poteva essere la vera felicità. Anche Lillie stava pensando; questo era ciò che aveva desiderato.
Il tempo fu dimenticato in questo scambio appassionato. Con i palmi delle loro mani assieme, le dita intrecciate, e i corpi avvolti intensamente l’uno intorno all’altro, nei cieli distanti la luna si preparava a scomparire.
Solo per un istante, Lillie coprì la sua spalla. La forza con la quale Jérémie l’aveva tenuta aveva causato alla cicatrice sulla sua schiena di dolerle. Il viso di Jérémie assunse un’espressione preoccupata, e improvvisamente la sciolse dal suo abbraccio. Lillie girò appena la testa di lato, e mormorò con voce flebile.
- “Penso di averti amato troppo. E sicuramente quello era ciò da cui stavo fuggendo via. Da te, dal fato, da questa cicatrice…”
Jérémie voleva dire a Lillie, che sembrava avere il cuore spezzato, che non c’era per lei più alcun bisogno di fuggire.
- “Adesso, io ti amo troppo. È un tale crimine questo?”
Lillie sorrise. Era un sorriso così fugace che sembrava come se volesse scomparire.
- “Non lo so. Comunque, è una cosa molto triste per me.”
Jérmie poteva sentirla tremare. Sconcertato, pose una mano sulla sua spalla.
- “… vedi? Sapevo che sarebbe finita così; ecco perché non volevo che tu venissi.”
In qualche modo sembrava che Lillie stesse svanendo sotto le sue mani.
- “Sarebbe finita così…? Cosa… cosa ti sta accadendo?”
Un vento che non sarebbe dovuto esserci soffiò attraverso il giardino fiorito sul fondo del lago. Esso trasportava una melodia cantilenante, e proveniente da qualche parte, poteva essere udito un canto che sapeva di dolore.
- “Mi dispiace. Tra un po’ dovremo dirci addio. Questa volta, per sempre.”
Le parole di Lillie portavano con sé l’idea di un’eterna separazione. Questo vivo dolore dilaniava il corpo di Jérémie come la scarica di un fulmine.
- “Stai mentendo. È una bugia! Tu sei qui, sei tra le mie braccia… dove dici di voler andare? C’è forse qualcuno che vuole separarci? Questo “addio”… è una bugia!”
Lui urlò e la sua stretta su Lillie divenne più forte. Lillie sorrise semplicemente, piena d’amore, come una madre per il suo bambino, come l’onnipotente madre di Cristo, sorrise a Jérémie.
- “Se questo è il fato, allora io non perdonerò mai il bastardo che l’ha stabilito.”
Mormorò lui, e dagli occhi di Jérémie cominciarono a sgorgare le lacrime. Mentre asciugava le proprie lacrime con la punta delle dita sottili, Lillie disse piano.
- “Anche se sono sinceramente grata per questo? Per questo fato – che ti ha permesso di essere qui…?”
Tenendo Lillie tra le braccia, lei era assai più leggera di quanto avesse immaginato.
- “Noi non abbiamo mai guardato le stelle insieme, vero?”
Le sue parole indugianti echeggiavano tutt’intorno, come se turbinassero nel vortice del cuore di Jérémie.
- “Mi spiace… non ce l’ho fatta in tempo.”
Quando Lillie aveva voluto guardare le stelle, il colore scuro del cielo era del tutto scomparso; già, anche le gemme tempestate di stelle si erano trasformate in pallidi puntini.
Lillie aveva un desiderio inesaudito. Visitando il Lago della Reminiscenza aveva voluto rinchiudere tutto il suo amore per Jérémie nel suo cuore, e in quello stato, cadere in un sonno senza fine.
Comunque, questo desiderio le toglieva la possibilità di essere riunita a Jérémie; Lillie era legata sia a lui che alle proprie emozioni e questo diede forza ad un desiderio di gran lunga più grande.
Mentre i due erano benedetti in questo Lago della Reminiscenza, loro si erano promessi amore eterno. Per questo, la loro separazione sarebbe stata solo temporanea. “Eterna Separazione” non era più una parte del loro destino. Né lo erano tristezza o sofferenza.
Jérémie ricordò quando loro si erano scambiati il loro primo e ultimo bacio…
Quella fragranza, crudelmente dolce, ancora adesso era rimasta sulle sue labbra, assieme al calore di Lillie.
Abbracciando Lillie, gli occhi della quale erano ancora chiusi, Jérémie lasciò alle sue spalle il fondo del lago. Appena i due risalirono, innumerevoli petali vorticarono e li circondarono. Inondati dalla luce del nuovo giorno, i petali si alzarono in volo e brillarono come stelle.
Jérémie poteva sentire la sua coscienza venir meno gradualmente, la sensibilità nelle sue braccia fu persa, e non c’era distinzione tra dove finisse il suo corpo e dove cominciasse quello di Lillie. Questa vaghezza nella sua mente era solo una piacevole sensazione. Lillie – tra le sue braccia, fissando i petali simili a stelle – era lei felice?
Niente poteva dirglielo. Niente gli diede una risposta. Gli spiriti del Lago della Reminiscenza restarono immutati; loro erano come erano stati prima che i due arrivassero.
Comunque, il Lago della Reminiscenza stesso stava certamente osservando. Lo spirito-guida, il Messaggero delle Emozioni, la voce che cantava; loro guardavano tutti, sorridendo. Loro stavano guardando, nei cieli ridipinti dalla luce del nuovo giorno, due uccelli dal colore pallido spalancare le ali, felici, e volare via.
~FINE~